Riforma del mercato del lavoro e del sistema assistenziale assieme alla ricerca del pareggio di bilancio e alla maggiore libertà d’impresa: sono queste le quattro macro-misure illustrate nella conferenza stampa appena terminata da Berlusconi, Tremonti e Letta. Ecco la risposta ufficiale del Sistema Italia all’attacco finanziario di queste ultime ore. Mentre la Banca Centrale Europea sosteneva il valore dei nostri titoli pubblici con acquisizioni pilotate, il governo elaborava la sua farraginosa manovra.
Ogni misura illustrata richiede l’intervento del Parlamento e delle parti sociali e risulta in forma ancora aggregata. Di sicuro le necessarie riforme del mercato del lavoro e del welfare determineranno minori uscite finanziarie pubbliche ma maggiori richieste di disponibilità monetarie private. L’anticipo del pareggio di bilancio al 2013 e la costituzionalizzazione del pareggio stesso sono misure utili e indispensabili ma costose. Una manovra silenziosa si insinua dunque nel Belpaese. La sua quantificazione economica risulta però allo stato indecifrabile e ciò potrebbe indebolirne l’efficacia compromettendone l’utilità già alla riapertura delle borse di lunedì. Una ulteriore debolezza del nuovo piano del governo risiede anche nell’assenza di disposizioni che riducano i costi della politica utili per controbilanciare i maggiori sacrifici dei cittadini.
pubblicato sul quotidiano online ”Affari Italiani”






Gentile Esposito,
vorrei capire se il governo Berlusconi ha approfittato di questa crisi per imporre ciò che voleva già fare, e se quindi il suo discorso alla Camera è stato volutamente insufficiente e non inevitabilemente dato- data la natura del Silvio nazionale stesso- . Se, cioè, si è fatto legittimare dalle successive parole di Trichet rispetto alla imposizione di una scelta di politica economica ben precisa, come se stesse giocando una astuta e spregiudicata partita a carte. Dico questo perchè durante il discorso in Parlamento la destra ha ribadito che questa crisi, secondo loro non nostra, era l’occasione per andare avanti con una politica ‘dinamica’ e fattiva per il federalismo e contro gli immigrati e chiunque altro. Movimento che io ho interpretato come una strategia leninista di rivoluzione approfittando della guerra. Grazie
Gentilissima Marialaura,
le attuali speculazioni finanziarie sul Sistema Italia erano previste da numerosi mesi ma rimaneva il dubbio sulla tempistica.
Dunque il governo Berlusconi poteva sicuramente programmare interventi di questa natura.
Credo però che le cose non siano andate in questo modo, anche perchè è sempre più difficile approntare manovre interne quando un Paese è sotto pressione dai mercati. Tutti sono coscienti che ormai le scelte di politica economica sono sempre più eterodirette e di diificile pianificazione. Eppoi l’articolata “manovra silenziosa” ha ancora degli imprecisati contorni che non consentono univoci giudizi. Rinviamo perciò le reciproce riflessioni quantitative ai prossimi giorni.
Ha visto che si stanno organizzando anche qui gli indignati? Democrazia reale ora. Io credo che abbiano obiettivi sbagliati. Non saprei. Aprite una piccola finestra sul sito?