Roma e Seattle, due modi diversi di fare la spesa

In Italia la prodigiosa Esselunga apre il 154esimo supermercato, sbarcando nella capitale mentre a Seattle, città dello Stato di Washington, negli Stati Uniti, Amazon sperimenta la consegna dei freschi direttamente nel bagagliaio della propria auto. Due modi diversi di interpretare la distribuzione in questi anni. Molto dipende anche dagli odiosi vincoli politici e burocratici che negli ultimi cinquant’anni hanno impedito in Italia una omogenea diffusione territoriale dei player della grande distribuzione organizzata – GDO – che oggi avvertono ancora la necessità di radicarsi fisicamente sul territorio. A Seattle il colosso dell’e-commerce, Amazon, testa un nuovo servizio, Fresh Pickup (video 1), con cui i clienti dopo aver comprato online frutta e verdura passano per il più vicino Amazon Fresh e nel giro di quindici minuti la merce viene caricata direttamente nel bagagliaio. Senza neppure scendere dalla propria auto il consumatore ottiene la spesa desiderata. I pagamenti, come al solito, sono elettronici attraverso carte di credito.

video 1

Già con Amazon Fresh (video 2), si era compreso l’attenzione della società statunitense nel curare i freschi, ora con il servizio aggiuntivo, Pickup, si è ulteriormente razionalizzata l’offerta del Gruppo americano. Amazon Fresh prevede la tempestiva consegna a domicilio dell’ordine ricevuto, scelto tra un vasto assortimento di referenze disponibili. In più, con Pickup, si può prelevare in brevissimo tempo direttamente nello store rimanendo comodamente al posto di guida.

video 2

Tra il nuovo superstore Esselunga e il servizio americano Fresh Pickup ci sono due visioni diverse ma non contrastanti del consumo odierno. Il punto di intersezione, al momento, sono le casse self-payment (foto in basso) in cui il cliente Esselunga può autonomamente pagare, senza l’intervento delle cassiere. Francamente un po’ poco soprattutto se si considera l’esigua pattuglia dei retailers italiani, soprattutto Gdo, presenti nella vendita online. In attesa che anche i piccoli distributori italiani – DO –  che sinora hanno garantito la migliore lettura delle esigenze territoriali possano attrezzarsi con investimenti e risorse umane per vivere la nuova frontiera del consumo digitale.

pubblicato sul quotidiano online “Affari Italiani”

Print Friendly, PDF & Email
Share

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *