La fine della classe media italiana

4 Risposte

  1. luca ha detto:

    Come poteva andare diversamente, con gli “sfarzosi” politici che ci ritroviamo?

    • Luigi Esposito ha detto:

      In Italia la crisi della rappresentanza politica ha sicuramente accelerato questi mutamenti nel mercato del lavoro che comunque ha dinamiche, modelli e tendenze che travalicano i confini statuali. L’organizzazione del lavoro di ogni paese a forte interscambio internazionale è sempre più funzione della catena produttiva internazionale.

  2. Anonimo ha detto:

    Il fatto è che il ceto medio non è definibile con i tuoi parametri.Il ceto medio si è formato in Italia nel dopoguerra e ci stavano dentro le persone con un buon livello di istruzione e con un discreto livello culturale che svolgevano professioni di servizio (liberi professionisti di livello medio-basso, funzionari pubblici, impiegati, insegnanti ecc.), economicamente indipendenti e con un buon tenore di vita (forti consumatori, anche di beni culturali, ma anche forti risparmiatori), con relazioni sociali di medio raggio (la famiglia nucleare, i colleghi di lavoro e la piccola cerchia di amici) e con uno stile di vita piccolo-borghese, e poi con un orientamento politico moderato (era l’elettorato DC, per intenderci).Ovvio che adesso ‘sta formazione sociale, ma anche il concetto stesso di ceto medio, sono un filo in crisi, no?

    • Luigi Esposito ha detto:

      L’articolo cita i parametri utilizzati da Elisabetta Olivieri per elaborare il paper e che poi si ritrovano nelle più diffuse analisi sociologiche ed economiche.

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