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Giornalismo

Ho una frequentazione di oltre venti anni con il mondo economico e politico italiano, scrivo per la stampa generalista e specializzata, cartacea e online e curo fotoreportage e rubriche di interviste televisive. Come giornalista multimediale mi occupo di scrivere articoli, realizzare fotografie ed effettuare videoriprese.

Dall’inizio del 2005 sto in particolare approfondendo sei temi.

Due di questi partono dall’analisi economica e sfociano nel sociale.

Gli altri quattro sono invece indagini settoriali: energia, agroalimentare, moda e turismo

Il primo l’ho denominato “Il lavoro che se ne va” e si occupa di indagare sulle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro. A partire dai mutamenti della produzione postfordista fino alle attuali condizioni del lavoro, passando per l’esternalizzazione produttiva e la delocalizzazione industriale che dopo esser passata nei Paesi dell’Est Europeo si dirige sempre più verso l’Asia. Il lavoro muta tanto per gli imprenditori che per i lavoratori, tutti sulla medesima barca della competizione internazionale.

Il secondo filone d’inchiesta è “Viaggio nell’emarginazione” in cui cerco di conoscere meglio gli uomini, le donne ed i bambini che vivono ai lati dell’attuale società, che ci sfiorano ogni mattina e che noi rifiutiamo di vedere. Dal carcere alla prostituzione, dai bambini rom ai profughi somali, ecc. L’attenzione verso i più sfortunati, direi verso gli ultimi, diventa per i cristiani di oggi una primaria esigenza di testimonianza di vita.

La terza indagine riguarda “La risorsa energia in Italia” in cui approfondisco le reti, i sistemi, le aziende quotate e non, gli attori di controllo e gli scenari strategici. Petrolio, gas, carbone, eolico, atomo, ecc. Insomma tutte le fonti, tradizionali e alternative, sono monitorate per anticipare le prossime mosse di una rete di imprese strategiche per l’economia del Paese.

Il quarto è ” Il sistema agroalimentare italiano” perla dell’economia nazionale che sta profondamente mutando. A Davos, nel World Economic Forum svizzero, i rappresentanti di Goldaman Sachs tempo fa parlarono dell’Italia come il “Paese del cibo e del calcio”. Sarà vero ? Se vediamo le acquisizioni di imprese produttrici di olio allora forse hanno ragione. Ma per il resto la partita è ancora aperta. D’altra parte il settore è in continua trasformazione e nel futuro non mancheranno sorprese. Una particolare attenzione la rivolgo al comparto della grande distribuzione organizzata, della pasta e del vino di qualità.

Il quinto è il “Il sistema moda” in cui analizzo i trend di settore, le concentrazioni aziendali, le innovazioni di prodotto e di processo. La filiera tessile-moda rappresenta una parte importante della bilancia commerciale italiana, ma dinnanzi a pullover “made in China” acquistati dagli importatori italiani a 3 euro e rivenduti al doppio quale futuro per le nostre industrie? Competere sul prezzo è impossibile, non rimane che puntare sull’alta qualità  e sul design. Ma se i cinesi ci copiano subito quanto regge il differenziale di qualità? Interrogativi questi che possono trovare soluzione solo se si segue con costanza le trasformazioni del settore. Per non arrivare a dire, come già da tempo accade, che l’Italia deve imparare a produrre altro.

Per ultimo ”Il settore turismo“, sul quale si gioca buona parte del futuro benessere economico del Sistema Paese. L’Italia potrebbe accrescere sensibilmente il suo Pil solo se sapesse mettere bene a frutto il patrimonio culturale, architettonico, paesaggistico e museale che la Storia gli ha consegnato. Nel settore turistico approfondisco le caratteristiche dell’attuale offerta italiana, la competitività internazionale e le strategie dei principali players.





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